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di
Stefano Russo da Tutto Chitarra (supplemento al numero 7/8 di
Guitar Club) -
Settembre 1995
© esclusiva proprietà
dell'autore ed è coperto da Copyright Internazionale.
Lo scorso 8 Dicembre
in una clinica privata statunitense cessava di battere il cuore di Antonio
Carlos Brasileiro de Almeida Jobim, il poeta dell'amore, del sole,
del mare, il cantore più delicato e sublime dell'animo brasiliano, colui che
meglio di chiunque altro aveva saputo celebrare in musica Rio De Janeiro
con le sue splendide spiagge ed il Corcovado, la sensualità mozzafiato
della donna carioca, lo splendore incomparabile della natura del Brasile.
Parlare di lui, per me che sono cresciuto artisticamente ascoltando e studiando i
suoi dischi, è come ricordare un caro amico scomparso, un maestro,
l'artista dei cui ideali estetici sono sempre
stato un tenace propugnatore.
Tom - così era chiamato fin da piccolo - nacque il 25 Gennaio del 1927 a Tijuca, non a Rio De Janeiro
come si potrebbe credere, in Via Conde De Bonfim.
Uomo essenziale, delicato e sensibilissimo, prima d'essere il musicista
che tutti conosciamo, Jobim era un amante delle cose semplici e della natura - degli
uccelli, in particolare - ed un nemico giurato del viaggiare in aereo, cosa che
faceva solo in casi estremi!
L'ambiente familiare in cui crebbe il piccolo Tom fu
senz'altro favorevole all'eclettismo della sua formazione: due suoi zii erano
musicisti - uno appassionato di chôrinhos, l'altro fervente cultore di J.S.Bach
- e, inoltre, nessuno disdegnava Stravinskÿ, Schönberg, Prokofiev, Debussy, Ravel
e Bartòk.
Il suo apprendimento della musica iniziò con lo studio del pianoforte, strumento
che utilizzava soprattutto per la ricerca di originali soluzioni armoniche.
Successivamente intraprese gli studi regolari di composizione,
dedicandosi anche allo studio della chitarra
e del flauto.
Si iscrisse alla Facoltà di Architettura - che frequentò per poco tempo
prima di dedicarsi completamente alla musica - mentre si guadagnava da vivere
suonando il piano nei chiassosi night club (i famigerati "inferninhos")
di Copacabana.
La sua fama crescente di arrangiatore e compositore lo portò a collaborare con
i più popolari artisti brasiliani dell'epoca - tra cui il grande chitarrista e
compositore Luiz Bonfà - ed a conoscere musicisti del calibro di Radamés
Gnattali, Leo Peracchi e Lyrio
Panicalli che gravitavano nell'orbita dell'etichetta Continental.
Il suo primo sodalizio artistico fu quello con l'autore Newton
Mendonça; esso darà vita a Desafinado e Samba
de Uma nota Sò.
Il primo riconoscimento importante giungerà nel 1959 con il film Orfeu Negro, poco dopo l'incontro con il grande poeta e letterato brasiliano
Vinicius
de Moraes; con lui scriverà alcune tra le più
belle canzoni brasiliane di tutti i tempi: Se Todos Fossem Iguais A Você, Chega
De Saudade, A Felicidade, Agua
de Beber, Insensatez e la
celeberrima Garôta
de Ipanema.
In quell'anno Orfeu Negro
vinse la Palma D'Oro al Festival di Cannes come migliore film
straniero.
La Bossa Nova stava per diventare un fenomeno di massa.
Nel 1962, Jobim raggiungerà anche il successo commerciale con il lancio sul mercato
americano del 33 giri Jazz-Samba -
etichetta Verve,
con Charlie Byrd e Stan
Getz e contenente Desafinado e Samba de Uma Nota Sò -
che vendette più di un milione di copie.
Desafinado, in particolare, vinse il Naras Avard
come "best jazz performance" dell'anno.
Due anni dopo sarà il turno di Garôta de Ipanema - incisa da João
Gilberto, Stan Getz e
Astrud Gilberto nel long playing Getz-Gilberto
della Verve - che, in versione 45 giri, diverrà disco dell'anno, rimanendo per
diversi mesi in cima alle classifiche di vendita.
Ma Jobim non era soltanto un valente compositore e, negli anni successivi, si
imporrà anche come delicato interprete con la sua calda voce baritonale
e le sue qualità di polistrumentista.
Con lui collaboreranno, come arrangiatori e direttori d'orchestra, nomi del
calibro di Eumir Deodato (in Stone Flower
e Tide, entrambi del 1970), Nelson Riddle
(in The Wonderful World Of A. C. Jobim) e, soprattutto, Claus
Ogerman con il quale realizzerà alcuni dischi storici: A. C.
Jobim,The Composer of Desafinado Plays (Verve - 1963), Wave
(A.M.
Records - 1967), Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim (Reprise),
Matita Perê (MCA - 1973), Terra Brasilis (W.B. - 1980).
Nel 1982 vinse il Brasil Coveted Shell Award come compositore ed un'altra
sua creatura, Luisa, venne eletta canzone dell'anno; chi conosce
questo brano sa quanto sottili possano essere in certi casi i confini tra musica
"leggera" e "colta".
Tra le colonne sonore da lui scritte per il cinema ricordiamo quelle dei film Copacabana
Palace, The Advetures, Cronica da Casa Assassinata e Gabriela
(tratto dall'omonimo romanzo di Jorge Amado).
Stefano Russo
© esclusiva proprietà
dell'autore ed è coperto da Copyright Internazionale.
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