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Il maestro De Aquino non avrebbe mai immaginato
quel
6 Agosto del 1937, mentre imponeva al figliolo appena nato il nome di "Robert
Baden Powell", in omaggio a Sir Robert Thompson
Baden Powell, che un giorno la fama di suo figlio avrebbe eguagliato
quella del pur celeberrimo fondatore del movimento dei Boy-Scouts di cui era
fervente ammiratore.
La località in cui veniva alla luce il bimbo si chiamava Varre-Sai (in
italiano: "Pulisci - Vattene"), un paesino poverissimo a Nord di Rio
De Janeiro.
La curiosa denominazione era dovuta all'usanza di chiedere ai rarissimi
viaggiatori di passaggio, in cambio dell'ospitalità offerta per la notte
nell'umile casa di un'anziana signora in mancanza di una vera pensione, soltanto di lasciare la stanza pulita prima della partenza.
Lino De Aquino, violinista di professione e
direttore della prima
orchestra di solo neri costituita dopo l'emancipazione della gente di
colore in Brasile, prevedendo che non ci sarebbe stato futuro per suo
figlio in un posto così misero, sei mesi dopo il lieto evento si trasferì
con tutta la famiglia a São Cristovão, un quartiere periferico di Rio
De Janeiro ("la città dei sogni" come la definì il geografo e
naturalista tedesco Alexander Von Humboldt).
Il piccolo Robert, così sarà chiamato Baden fino all'adolescenza, cresceva
"cullato" dalla musica.
In casa De Aquino ed in quella del suo vicino Pixinguinha vi erano
continuamente riunioni con chorões del calibro di Donga,
Jacob Do Bandolim e João
Da Baiana; inoltre, il piccolo era spesso condotto dal padre alle
sfilate del Carnevale o ad ascoltare le serenate, ancora in voga a
quell'epoca.
Poiché a cinque anni già mostrava una spiccata propensione per la musica,
l'avveduto genitore cominciò ad impartirgli i rudimenti della
tecnica violinistica.
Probabilmente, però, Baden già covava la passione per quello che
sarebbe diventato il mezzo più congeniale ad esprimere il suo straordinario
talento creativo.
All'incirca tre anni dopo capitò un episodio che fugò ogni dubbio circa lo strumento da
scegliere per l'istruzione musicale di Robert:
egli "rubò" letteralmente una chitarra appesa ad una parete della
casa di sua zia e la nascose, avvolta in un asciugamano, sotto il suo letto;
desiderava così tanto possederla che, per paura di un rifiuto,
non aveva trovato il coraggio di chiederla apertamente.
La mattina successiva, la madre, durante le pulizie, la urtò involontariamente con la scopa.
Adirata per il gesto disonesto del figlio, gli ordinò di restituire
immediatamente il maltolto, ma il bambino, vincendo la sua forte timidezza,
vi si oppose fermamente.
Al rientro a casa, il padre, informato dell'accaduto, capì, forse a malincuore,
che Robert preferiva la chitarra al violino.
Le prime lezioni gliele impartì lui stesso e, sorpreso dagli ottimi risultati
ottenuti in breve tempo (il piccolo, dopo poche lezioni, già riusciva a
formare accordi difficili con notevole agilità), decise di affidarlo alle
cure più esperte del maestro Jaime Florênce Meira
della Radio
Nacional di Rio.
Così gli studi accademici cominciarono ad affiancarsi alle sue prime
esperienze di musicista al fianco del padre e dei suoi colleghi (praticamente i migliori musicisti
popolari brasiliani dell'epoca).
È lui stesso a ricordare: "Nei giorni del Carnevale mio padre mi
conduceva spesso con sé. Per strada si formavano spontaneamente dei cortei: uno
arrivava con un flauto, un altro con un pandeiro, un terzo con un tamburim ed
anche io, come potevo, mi inserivo; dopo ci sedevamo ad un bar ordinando birra
gelata per tutti, con la gente che si aggregava numerosa. Si suonava di tutto, anche
musiche che non avevano alcuna attinenza con il Carnevale, per puro diletto...".
Sotto la guida di Meira, Baden apprendeva a leggere la musica, studiava Bach
e Tarrega ma approfondiva anche la
conoscenza della musica popolare auspici l'eclettismo del suo maestro ed i
proficui contatti con gli illustri frequentatori di casa Meira (Pixinguinha e
Jacob Do Bandolim).
"Dopo le lezioni di chitarra nulla poteva separarmi dal Samba e,
con i miei compagni, correvo a suonare la chitarra nel morro di Mangueira,sede
di una delle più importanti escolas e che, tra
l'altro, non era lontano da casa mia..." (da un'intervista concessa al
quotidiano Il Mattino di Napoli nel 1982).
"La coesistenza in me della formazione classica e della matrice popolare
non è frutto di uno sforzo ma si è realizzata naturalmente, come un evento
della vita."
A nove anni partecipò al concorso per esordienti Papel
Carbonio bandito dalla Radio Nacional vincendo il primo premio.
Gli studi con Meira (che è stato il suo unico maestro) proseguirono fino
all'età di tredici anni circa, periodo in cui lasciò la scuola dell'obbligo
per dedicarsi, a tempo pieno, al professionismo.
Si ricorda un episodio gustoso della carriera scolastica di Baden Powell:
"Un giorno in cui non si era presentato alla lezione, la maestra, pensando
che avesse marinato la scuola, gli affibbiò uno zero in condotta; appena seppe,
però, che era andato a suonare per il presidente
Enrico Gaspar Dutra, subito gli tramutò lo zero in un dieci.
Suonava in feste private, programmi radiofonici e spettacoli pubblici di ogni
genere, ascoltando molta musica, soprattutto i dischi di Dilermando
Reis e di Garôto. Dichiarerà di aver ascoltato ed apprezzato molto anche la canzone napoletana
che in quegli anni era frequentemente trasmessa dalla radio, soprattutto a San
Paulo e a Rio.
Nel corso del 1954 si esibì al fianco di compositori e cantanti già
affermati; era il ragazzo della vecchia guardia che lavorava alla
Radio Nacional accompagnando gli artisti già famosi durante le loro esibizioni.
In quel periodo allacciò contatti con i musicisti della Zona Sul (la zona
Sud di Rio, quella ricca) ed, in particolare, con i jazzisti statunitensi
che nel 1955 suonavano nei suoi locali notturni (Luis
Armstrong, Ella Fitzerald, Benny
Goodman).
L'esperienza fu così entusiasmante che Baden costituì un jazz-trio, insieme al
pianista Luis Eça ed al contrabbassista Ed
Lincoln, per esibirsi tutte le sere al Plaza Bar di Copacabana.
Era il periodo in cui nasceva la bossa nova.
" I musicisti brasiliani suonavano il jazz ed un samba più raffinato e
moderno (senza il pandeiro) nello stile di Dick
Farney", ricorderà Baden, succesivamente.
Nel 1956 compose Samba Triste (con
testo di Billy Blanco),il suo primo brano di
successo, lanciato da Lucio Alves nel 1960.
Nel 1962 fu impegnato in uno spettacolo alla boate Jirau
con la cantante Silvia Telles.
È di quell'anno l'avvenimento più importante della carriera artistica di Baden
Powell, l'incontro con il grande poeta brasiliano Vinicius
De Moraes.
Aveva da poco concluso uno spettacolo alla boate
Arpèje al fianco di Ary Barroso e Tom Jobim,
quando un
gruppetto di persone, tra cui João Gilberto e Vinicius,
gli si avvicinò per complimentarsi.
Così l'amico comune Carlos Marquez commenta l'episodio:
"Fu come se Baden avesse scoperto una seconda chitarra e
Vinicius un secondo Jobim".
Di lì a qualche giorno sarebbe iniziato uno dei sodalizi artistici
più proficui della storia della musica popolare brasiliana che
avrebbe anche dato una svolta decisiva alla carriera del giovane artista.
Nel 1963, su consiglio di un amico, decise, con pochi soldi
in tasca, di partire in cerca di fortuna alla volta di Parigi, la capitale
europea dell'arte.
Stava già incominciando a patire la fame quando conobbe il poeta e cantante Pierre
Barouh che lo introdusse negli ambienti giusti,
spianandogli la strada per la celebrità.
Il suo debutto ufficiale avvenne all' Olimpia, il tempio mondiale della musica
leggera, con pieno successo di
critica e di pubblico.
Scritturato dal Bilboquet, Baden si fermò a Parigi più a lungo del
previsto.
In questo periodo compose la colonna sonora del film Le
Grabuge.
La collaborazione con Vinicius De Moraes potè, però, continuare ininterrotta
giacchè, nel frattempo, anche il poeta si era trasferito a Parigi come
diplomatico al servizio dell'UNESCO (celebre la foto del 1964 di Pedro
De Moraes che immortala Baden e Vinicius al lavoro nella casa già
abitata da Lenin).
Nel 1965, tornato in Brasile, trascorrerà un breve periodo in Salvador
di Bahia dove, per studiare dal vivo il culto religioso afro-brasiliano, parteciperà ai riti del Candomblé,
stringendo
rapporti con alcuni "iniziati".
Nello stesso anno, per circa tre mesi, si ritirerà con Vinicius, le rispettive
compagne e molte bottiglie di whisky, nell'abitazione del poeta a Parque Guinle
in Rio, ascoltando e studiando un disco di registrazioni "sul campo" di sambas
de rodas e canti del Candomblé che l'amico Carlos Coquejo aveva
portato loro da Bahia.
La ricettività emozionale di Baden e la sensibilità poetica di Vinicius
orientate sull'universo misterioso e cupo della religione afro-brasiliana,
diedero vita ad una delle produzioni più belle e pregnanti della letteratura musicale
popolare del Novecento, gli Afro-sambas, una
decina di brani (tra cui Canto De Ossanha,
Tristeza E Solidão e Canto De Xangô) in cui si realizza una sorta
di nuovo sincretismo: la fusione dello spirito carioca del Samba moderno
con la dimensione mistica ed arcana del Candomblè baiano.
Ancora nel 1965, i due parceiros si classificarono secondi al Festival della m.p.b.
della Tv Excelsior di São Paulo con Valsa Do Amor
Que Não Vem cantata da Elisete Cardoso.
L'anno seguente, l'esordiente Milton Nascimento
vi parteciperà con Cidade Vazia (testo di L.F.Freire)
piazzandosi al 4o posto.
Sempre nel 1966, Baden tenne un riuscitissimo spettacolo con
Elis
Regina alla boate Zum Zum di Rio durante il quale
presentò al pubblico la sua Berimbau (con
testo di Vinicius).
Nello stesso anno, sempre a Rio, registrò Tristeza On Guitar, un album
che riscosse un grande successo in tutto il mondo (in modo particolare in
Europa), segnando l'inizio di una lunga serie di memorabili incisioni
discografiche realizzate con le più prestigiose etichette europee: Barclay,
Festival, Basf, Philips.
Samba Saravah (con testo di Pierre Barouh),
versione francese di Samba da Benção (con
testo di Vinicius), fu inserita nella colonna sonora del film Un
Homme Et Une Femme di Claude Lelouch, vincitore del Gran
Premio al Festival di Cannes del 1966.
Stan Getz lo invitò a New York a suonare
con il suo quartetto rilasciando un'entusiastica dichiarazione di apprezzamento
ai critici: "Per me, è il migliore chitarrista vivente!".
Don Michael della prestigiosa rivista statunitense Down Beat elogerà le
incredibili capacità dinamiche ed espressive della sua chitarra, paragonandole
a quelle di un'intera orchestra.
Ma la sua fama di straordinario chitarrista sarà universalmente consacrata il 5
Novembre del 1967 dalla sua "performance" in trio al Berlino
Festival Guitar Workshop, cui fu invitato insieme ad artisti del calibro di Jim
Hall e Barney Kessel: dieci
minuti di esaltante genialità (tre pezzi) fissati in una memorabile registrazione
(Saba SB
15.146).
A Parigi fu premiato con il Disco D'oro per il "live" Le
Monde Musical de Baden Powell (Barclay 60041), cui seguì un 2o
volume registrato in studio con l'Orchestra Sinfonica di Parigi (Le
Monde Musical de Baden Powell vol.2) contenente anche arrangiamenti
di brani classici come l'Aria sulla 4a corda di J.S.Bach
ed il Notturno no13 op.48 di F.Chopin.
Nel 1968 vinse la 1a Bienal do Samba della
Tv Record con il brano Lapinha (testo di P.C.Pinheiro)
cantato da Elis Regina.
Da questo momento in poi, l'attività artistica di Baden Powell diventerà
frenetica, toccando numerose nazioni europee (Francia, Belgio, Svizzera,
Germania, Finlandia, Italia) ed il Giappone.
Registrerà decine di dischi, alcuni dei quali memorabili: Grandeza On Guitar
(Holland CBS), Le Grand Reunion (Festival)
con Stephane Grappelli, B.Powell
Quartet vol.1 e 2 (Barclay).
Siamo negli anni '70, un periodo di grande fervore creativo in cui
si esibisce ed incide prevalentemente in formazione.
La fase di piena maturità chitarristica Baden la raggiungerà nella
prima metà degli anni '80, in cui si esibirà quasi
esclusivamente da
solo, perfezionando ulteriormente i già eccellenti arrangiamenti dei suoi brani
preferiti (Asa Branca, A Lenda do Abaetê, Petite Valse, Samba do Avião, Garôta de
Ipanema, O Cego Aderaldo, Na Baixa do Sapateiro);
ne sono testimonianza tangibile due "live" realizzati in quegli anni: Live 1982
(Maracanà)
registrato in Italia ed il c.d. Felicidade (Kardum) registrato ad
Hamburgo nel 1983, ed anche il l.p. Simplesmente (Mary Melody) in cui, tra
le tante gemme, ci offre anche una deliziosa versione di Odeon a tre tracce (in
pratica, Baden moltiplicato per tre!).
Anche la precisione e la potenza tecnica sono all'apice.
Gli anni '90 saranno caratterizzati da periodi di discreta forma
artistica alternati a momenti di scarso
rendimento sia creativo che tecnico,
probabilmente
riconducibili a problemi di salute (non sono un segreto, del
resto, i
suoi iterati tentativi di liberarsi della dipendenza
dall'alcool).
Il suono si "indurisce" e si sporca, a danno dell'espressività e della
precisione; molte delle sue
rivisitazioni fanno rimpiangere i capolavori di
dieci anni prima.
Non mancherà, tuttavia, di regalarci qualche ultima delizia come il Preludio Das Diminutas ed il Preludio
Para A Mão Esquerda. scritto con il figlio Louis Marcel.
Baden Powell muore il 26 Settembre 2000 alle 16:37 (ora di N. Y.) per complicazioni a vari organi vitali, dopo un ricovero di due giorni a causa di una polmonite aggravata da un quadro di setticemia.
Notevole, per qualità e mole, la sua
produzione di
canzoni che si è avvalsa sempre della collaborazione di prestigiosi autori come V. De
Moraes, Paulo Cesar Pinheiro, Lula Freire; ma, di
grandissima rilevanza è soprattutto il corpo
d'opera chitarristico, fatto di decine di brani di grande originalità e
bellezza (Vento Vadio, Chôro Para O Metronomo, Alcàntara,
Abstrato, Petite Valse, Samba Triste, Retrato Brasileiro)
e di numerosi arrangiamenti per chitarra di temi popolari o di altri grandi
compositori come Garôta de Ipanema (A. C. Jobim), Na Baixa do
Sapateiro (Ary Barroso), Asa Branca (Luiz Gonzaga), A Lenda Do
Abaetê (Dorival Caymmi), Interrogando (João Pernambuco) molti dei
quali, proprio nelle sue geniali elaborazioni, sono diventati dei "classici" del repertorio chitarristico popolare brasiliano.
Baden Powell è stato uno dei più geniali chitarristi popolari di tutti i
tempi, vero "sublimato" artistico-culturale di una delle nazioni più
ricche al mondo in fatto di realtà etniche ed espressioni musicali.
In lui, che geneticamente poteva vantare sangue indio, nero e portoghese,
ritroviamo, in un pregiato amalgama, la musica barocca (J.S.Bach),
il romanticismo di scuola spagnola (F.Tarrega)
e mitteleuropea (F.Chopin), la tradizione
brasiliana (Ernesto Nazareth, Garôto,
Dilermando Reis, Pixinguina),
il folklore afro-brasiliano (Samba, Capoeira), il Blues, la Bossa
Nova; richiami al folklore tedesco (Kommt Ein Vogel
Geflogen), a
quello francese (A La Claire Fontaine) e persino alla canzone
napoletana ("Addo' Sta Zazà?" in Marcha Escocesa).
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