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Stefano
Russo |
nasce
a Mergellina,
nel cuore della Napoli marittima, il 3 Gennaio del 1961.
Chitarrista,cantante,arrangiatore
e
compositore, mostra fin da bambino una spiccata predisposizione alle
attività artistiche, soprattutto al disegno e al canto.
Figlio di un Capitano di Lungo Corso napoletano
che gli trasmetterà
l'amore per il mare e per gli sport
acquatici e
di una casalinga istriana diplomata in Belle Arti, trascorre l'infanzia tra Bagnoli e Fuorigrotta,
dove abiterà
fino al 1973 (al quinto piano del numero civico 13/a di Via Giambattista
Marino, di fronte allo Stadio San
Paolo) e sarà ritenuto figlio del noto cantante napoletano Nunzio
Gallo (che abita al piano di sotto) per le
sue abituali escursioni
canore dal balcone di casa.
Vincenzo, il nonno paterno di origini pugliesi, ex Guardia Reale, era un
pittore dilettante che estrinsecava la sua vena creativa finanche
sul fondo di legno delle sedie...
Da bambino inizia a recarsi in villeggiatura ad Ischia con
la famiglia (i genitori vi hanno la residenza); una consuetudine che, con qualche eccezione, dura da
oltre quarant'anni.
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A
cinque anni è ritenuto degno di particolare
considerazione ad un
concorso per piccoli disegnatori
presieduto dai critici
d'arte
Arturo Fratta (Il
Mattino), Piero Girace (Roma)
e Alfredo Schettini (Corriere di
Napoli ) e presentato dal
comico Pietro
De Vico. Il popolare attore napoletano gli chiederà, al
momento della premiazione, di
esprimere un desiderio: Stefano canterà "Non Ho L'Età", la canzone di Gigliola
Cinquetti prima al Festival
Di San Remo del 1964.
Alle
elementari si distingue per la sensibilità alla poesia ed alla
musica e per l'abilità nelle attività artistiche. |
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Apprende
e ricorda con facilità le canzoni che ascolta alla radio, alla
televisione o a scuola; parenti e conoscenti spesso lo
invitano a cantare sistemandolo su palchi
improvvisati come il tavolo di un ristorante o la sedia di un soggiorno.
Non essendoci musicisti in famiglia, la
sua passione si nutrirà, per anni, solo dell'ascolto dei
programmi televisivi o radiofonici e dei dischi di musica leggera
della mamma: i 45 giri di Lucio Battisti, Mina,
Peppino Di Capri, Patti
Pravo, Celentano, dei Dik
Dik e de I Nomadi.
Nel 1973 si trasferisce da Fuorigrotta al Vomero (in Via Aniello
Falcone, dove tuttora risiede), il quartiere collinare
di Napoli, culla di artisti come Ernesto
e Roberto Murolo, Edoardo Scarpetta (Qui, Rido Io),
Armando
Romeo e Fausto Cigliano.
Con i soldi della sua paghetta
settimanale,
inizia a comprare i primi dischi (il primo sarà Stormbringer dei Deep Purple), spinto anche dal
forte interesse suscitatogli da Enzo De
Paola, un discografico amico
del padre che spesso gli regala "long playing" di vario genere (pop, rock, soul).
È in questo periodo che esprime il desiderio di avere
una chitarra; suo padre gli regalerà una Carmelo Catania (classica,
di fabbricazione siciliana) senza, però, procurargli un
maestro; l'opportunità di apprendere i primi accordi gli sarà offerta,
a quindici anni, da un compagno di giochi più grande, amante della musica pop
inglese (Beatles,
Genesis) e della country west
cast (Crosby, Stills & Nash,
Neil Young, America).
Stefano si appassiona molto al genere country - in particolare alla musica di Neil
Young - ed inizia ad accompagnarsi con la tecnica del plettro; presto acquisterà anche una chitarra "folk" (un'Aria
dalle corde d'acciaio e dalla
cassa enorme che gli creerà non pochi problemi!).
Sono gli anni del liceo, periodo in cui divide il tempo libero tra
la pratica sportiva (i tuffi,
lo sci) ed altri interessi come l'elettronica (la progettazione e la costruzione dei diffusori
acustici) e la fotografia.
Studia chitarra classica con Davide Gianquitto (il suo primo vero maestro di strumento),
un giovane studente d'architettura,
buon pianista e chitarrista dilettante, conosciuto in casa di amici.
Frequenta assiduamente un noto negozio di dischi del Vomero,
Cesarini,
dove comincia ad appassionarsi anche alla musica classica
ed al jazz, sotto l'impulso del proprietario Gianni,
futuro critico musicale de Il Mattino.
Risale all'ultimo anno del liceo l'esperienza che segnerà
profondamente la sua vita: la "scoperta" della
bossa
nova.
Si trovava in casa dell'ingegnere Mario Onofaro - padre della sua ragazza
dell'epoca
e grande appassionato di jazz - quando, per caso, sentì le note della Garôta
de Ipanema nella versione Stan
Getz - João Gilberto.
Fu amore a prima vista. Nella stessa casa conoscerà anche
l'arte di un altro grande musicista che tanto inciderà sul suo stile di arrangiatore e di
chitarrista: Baden Powell.
Dopo il liceo, Stefano si iscrive alla
facoltà di Ingegneria Elettronica, una scelta sicuramente
vicina a certi suoi interessi dell'epoca ma che si rivelerà ben presto
troppo impegnativa per poter coltivare anche lo sport e,
soprattutto, la musica.
Intanto continua,
da autodidatta, a studiare la chitarra e la bossa nova.
Nell' ottobre del 1982, un concerto di Baden Powell a Napoli lo impressionerà al punto da fargli decidere di abbandonare l'università in favore degli studi di
chitarra, nella prospettiva di dedicarsi professionalmente alla musica.
Inizia, così, a prendere lezioni dal maestro Raimondo Di
Sandro per prepararsi all' esame di diploma in strumento.
Nell'agosto di quell'anno, a partire da una
serata improvvisata in un locale d'Ischia
(il Gipsy) per sostituire un cantante
ammalato, inizierà per lui una lunga serie di concerti (da
solo o con altre formazioni) in numerosi
club, associazioni culturali, manifestazioni e teatri della
Campania e dell'Italia centrale.
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Dal
1987 al 1989 vive a Parigi dove
incontra eccellenti maestri dello
strumento (primo fra tutti Roland Dyens)
e suona con musicisti dell'area
latino-americana come il brasiliano Zenon Rocha, già percussionista di Baden
Powell.
Qui studia armonia
ed improvvisazione jazzistica
con Pierre
Cullaz (didatta e trattatista,
direttore del C.I.M. di Parigi, collaboratore e amico stimato di grandi cantanti
francesi e illustri jazzisti);
un'esperienza professionale ed umana che lo arricchirà enormemente.
Nel
1990 ritorna a Napoli dove riprende la sua attività di musicista ed
intraprende quella, nuova, d'insegnante. |
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Consegue il Diploma di Chitarra a
Benevento, nel 1991.
Studia canto con Michael
Aspinall.
Inizia, nel 1992, una lunga e proficua collaborazione (durata
fino al 1998) con le riviste specializzate
GUITAR
CLUB e TUTTO CHITARRA per le
quali pubblicherà numerosi articoli, arrangiamenti e trascrizioni concernenti,
soprattutto, la chitarra brasiliana.
Quello stesso anno si trasferisce nel quartiere popolare napoletano della Sanità
(reso celebre dal film l'Oro Di
Napoli di Vittorio De Sica) dove vivrà, per oltre quattro anni, in un
clima
d'autentica "Boheme", sostentandosi
con le serate, i concerti, gli articoli, le
trascrizioni e le lezioni private (avrà numerosi allievi). È il
periodo più intenso e formativo della sua vita (studierà strumento, canto ed
armonia anche dodici ore al giorno); da qui il suo coinquilino e
amico Ciro
Marzio, nipote di Calise, farà da
"trait d'union" con lo zio.
Nel 1993, conosce, ad Ischia, il geniale cantante-chitarrista UGO
CALISE che lo introdurrà alla
Canzone Napoletana
vedendo
in lui l'ideale prosecutore del suo lavoro di
rielaborazione ed ammodernamento espressivo del linguaggio classico.
Studia e collabora assiduamente con
il compositore molisano fino al giorno della sua morte, il 6 agosto del
1994.
Il 6 Settembre del 1994 è invitato, ad Ischia, al concerto
commemorativo
OMAGGIO AD UGO CALISE con Peppino Di Capri, Fausto Cigliano, Vittorio Marsiglia, Romano
Mussolini e Cicci Santucci; aprirà
egli stesso la manifestazione eseguendo brani noti ed inediti del suo maestro.
A Torino, nell' Ottobre del 1994, partecipa
alla
prima convention dell' A.D.G.P.A.
(Atkins Dadi
Guitar Players Association), associazione di cui sarà nominato delegato per Napoli; qui conosce
il grande e compianto chitarrista francese Marcel
Dadi che manifesterà vivo interesse per il suo lavoro di
studio e di rielaborazione del repertorio di Calise.
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Nel
1995 suona alle manifestazioni Innamorarsi
a Napoli, Galassia Gutenberg e
Premio
Utopia sia come chitarrista classico che popolare.
E’ ritenuto uno specialista di Bossa
Nova ma approfondisce
anche altri aspetti della musica popolare brasiliana, come lo stile chitarristico di
BADEN
POWELL che, in occasione di un suo concerto a
Napoli (27/6/1995), gli esprimerà
stima ed
affetto.
Il
28 giugno dello stesso anno è invitato ad esibirsi al PREMIO
CALISE in Fregene con alcuni tra i più prestigiosi
jazzisti italiani come Carlo Loffredo, Romano
Mussolini, Lino Patruno e Cicci Santucci. La
pubblicazione in c.d. della registrazione "live" dell'evento
sarà anche
il suo
debutto discografico (c.d. “One
Man in Jazz” ed. Erreffe).
In quell' anno vive un' infruttuosa ed umiliante esperienza professionale e
umana con Fred
Bongusto (che produrrà anche un' inedita versione
di “Frida” a due voci, mai
pubblicata) dalla quale non si riprenderà
mai completamente.
Il 26 Novembre del 1995 il quotidiano ischitano Il Golfo gli
assegna il
PREMIO
NAZIONALE UGO CALISE, come migliore
cantante-chitarrista dell’anno, dopo Lina
Sastri,
premiata nel 1994.
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Il 21 Giugno del 1996, in occasione della manifestazione europea FESTA DELLA
MUSICA, partecipa da Piazza Del Plebiscito, in Napoli, alla trasmissione televisiva RAI 1
MATTINA; immagini del suo intervento sono riproposte da RAI 1
e RAI 2 nei telegiornali di prima serata.
Un suo breve curriculum è inserito in Ischia.
L’isola Per Tutti. Guida Per I Viaggiatori Contemporanei
(Edizioni: Progetto Impresa, Napoli 1996).
Il 26 Giugno del 1997 suona alla presentazione dell’ antologia della
canzone napoletana
di Ugo Calise NUN È PECCATO (Edizioni Electa, Napoli) condotta da
Gianni Minà
nell'Istituto Francese "Grenoble" di Napoli;
saranno presenti il
“gotha” della cultura e del giornalismo partenopei e, l'allora sindaco,
Antonio Bassolino.
Nel
1998 realizza il suo primo
c.d. NAPOLI SLOW - dedicato
alla canzone napoletana degli anni ’50 con la partecipazione straordinaria di Ugo Calise
(in presenza "virtuale"), Fausto Cigliano,
Peppino Di Capri, Armando Romeo
e Cicci Santucci - che sarà presentato a Napoli il 10
Gennaio del 2000.
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Il Mattino
"Estate" Domenica 22 Agosto 1999

L. De Filippo V. Cannavale G. Altieri
F. Caccavale O. Cinquemani S. Russo
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Persona riservata e sensibilissima
(adora gli animali e le piante e detesta la pesca e la caccia "sportive"),
preferisce vivere di insegnamento piuttosto che accettare compromessi nella
scelta del suo repertorio o sul livello artistico delle sue esibizioni.
Nel 2000/2001 realizza un secondo c.d.
UGO! , tutto con
brani di Ugo Calise, che, misconosciuto dai
discografici, sarà pubblicato ufficialmente solo sei anni dopo a
La Feltrinelli
di Napoli (il 15/2/2007).
Nel 2002 registra il suo terzo c.d.
PRIMEIRO AMOR
- contenente 12 tra i pezzi più belli e rappresentativi della
letteratura chitarristica popolare brasiliana del Novecento - con
la collaborazione del percussionista brasiliano
Robertinho Bastos.
I giorni 19, 20, 21 e 22 Novembre 2002 partecipa, come ospite, allo
spettacolo
Teatro Nel Piatto
in scena al Teatro Sannazzaro di Napoli; nel suo intervento sostiene,
con la sola chitarra, l'intervento di Margherita Veneruso e della sua
compagnia di danza moderna .
Il 27, 28 e 30 Gennaio del 2003 partecipa allo spettacolo
Sacro E Pagano al Teatro Filangieri di Napoli insieme ad
Enzo Avitabile e Marcello Colasurdo eseguendo, tra i suoi vari
interventi, anche una personale rielaborazione della
Canzone Del Pescatore di Roberto De Simone (in duo con il
flautista Nando Gandolfi) e l'accompagnamento di una versione "a
fronna" di La Palummella
(in coppia con Colasurdo.)
Il 7 Agosto si produce in un applaudito concerto voce e chitarra
ad Oratino, il paesino in
provincia di Campobasso che diede i natali ad Ugo Calise, rendendo
omaggio al suo maestro scomparso nove anni prima.
È invitato il 27 Settembre ad
Ischia, come ospite, al premio letterario Domenico Rea.
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Nel
2004 inizia la registrazione di un quarto disco,
Around Brasil, tutto basato su composizioni strumentali sue e con la
partecipazione - comme d'habitude - d'ospiti d'eccezione (Cicci Santucci,
Marco Zurzolo).
Data 2004 anche l'inizio della registrazione di
Napoli Saudade, il suo quinto c.d., dedicato alla canzone napoletana
d'autore più recente, contenente altri tre brani di
Ugo Calise (di cui due inediti), la migliore produzione di
Mimmo di Francia (Tu, Me chiamme Ammore, Scusa) e
Fred Bongusto (Frida, Doce Doce, 'O Cielo Ce Manna 'Ste Ccose), un
suo nuovo brano (Chitarra E Nustalgia), un pezzo recente di
Nicola Arigliano ('Stu Ppoco 'e Vita) e "Tu Si Na Cosa Grande" di
Modugno in un'originale versione per sola chitarra.
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Il 2 Marzo del 2005 Stefano conclude un accordo con la City Sightseeing Napoli
(la società di trasporto turistico con autobus rossi a due piani) che acquista una ristampa del suo primo c.d. Napoli Slow da vendere a bordo dei suoi caratteristici automezzi;
in circa dieci mesi venderà tutte le millecinquecento copie disponibili.
Tuttavia, non gli sarà concessa la ristampa e sarà esonerato, a lavori già
avviati, dall'incarico di realizzare la colonna sonora per un video
promozionale e un c.d. per la nascente linea di Sorrento perché si
rifiuta di pagare una nuova tangente ad un esoso intermediario... |
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Il
16 Agosto del 2006 presenta, con la compagnia di Ciro Giorgio, in
Piazza Giordano, ad Oratino,
Sera d'Ammore, uno spettacolo musicale - teatrale
tutto dedicato ad Ugo Calise.
Il 14 Gennaio 2007, Sera D'Ammore è
riproposto - in versione ridotta - al
Teatro C.T.S di Caserta.
Il 15 Febbraio del 2007 é finalmente presentato al pubblico il c.d. Ugo!.
La
presentazione avviene a La Feltrinelli di Napoli di fronte ad un folto pubblico
di curiosi ed appassionati con la partecipazione dei giornalisti
Pietro Gargano (Il Mattino) e
Stefano De Stefano (Il Corriere del
Mezzogiorno), coordinati dal prof. Lello Savonardo.
Federico Vacalebre ne pubblicherà, sul quotidiano
Il Mattino una lusinghiera
recensione.
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