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della
musica
popolare
brasiliana
ed altri ancora...
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esclusiva proprietà dell'autore
ed è coperto da Copyright Internazionale.
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Abebé:
non è propriamente uno strumento
musicale ma un ornamento caratteristico delle "figlie di Oxum",
usato come ventaglio durante le danze nelle cerimonie dei culti feticisti
afro-brasiliani. |
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Adjà:
sonaglio metallico (chocalho) usato nei candomblés
di Bahia e negli Xangôs di
Recife, assai probabilmente di origine
Iorubà. È usato per chiamare le "figlie di santo" e gli adepti al
rito "dar da mangiare al santo"; è anche usato per rendere omaggio al santo
stesso, scuotendolo accanto al suo orecchio. |
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| Adufe
(o
Adufo): pandeiro di forma
quadrata. |
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Agôgô o
Agogó:
strumento d'origine africana usato nei culti feticisti afrobrasiliani di
Rio De Janeiro,
Bahia e Pernambuco. Può
significare "campana" oppure, come corruzione della parola akôkô (in lingua
nagô), "orologio" o "tempo". È formato da uno o due campanacci conici di
ferro, dotati di un manico, che il suonatore percuote con una bacchetta di
ferro o di legno. Le due campane hanno altezza diversa (solitamente sono
accordate per quarta). |
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Angklung: è uno
strumento idiofono a scuotimento originario dell'
Indonesia fatto di due canne di bambù
opportunamente tagliate per risuonare ad una certa frequenza e di un telaio,
sempre di bambù, sul quale sono montate; le due canne sono intonate
a distanza d'ottava. Si suona impugnandolo alla base con una mano e agitando
la parte alta del telaio con l'altra. |
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Àpito:
è un particolare fischietto usato dal
direttore e dai "capi sezione" dell'orchestra di samba per trasmettere, con
forza, i comandi alla formazione; ne esiste uno semplice ed un altro capace
di emettere anche tre suoni diversi. |
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Atabaques
(Tabaques o Tambaques):
nome generico con il quale sono chiamati in
Bahia, Rio De
Janeiro e San Paulo i tamburi
oblunghi di origine africana. La parola - usata anche in Asia e in Africa -
è di origine persiana (Tablak). Nei candomblés baiani si usano tre atabaques
di grandezza diversa: Il "Rum o "Lu" (il grande), il "Rumpi"
(il medio) e il "Lé" (il piccolo). |
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Bandolim: cordofono della
famiglia del liuto a quattro corde doppie omologo brasiliano del "mandolino"
italiano e della "mandoline" francese.
Si usa nella musica popolare urbana. |
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Banjo: strumento a cinque
corde di origine africana importato in Brasile dagli Stati Uniti D'America
nella prima metà del Novecento e diffuso in quattro modelli:
banjo,
banjo-violão, banjo-cavaquinho
e banjo-bandolim. È usato nella
musica popolare cittadina. |
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Batàcotô:
tamburo di guerra dei negri
Nagòs, da
essi introdotto in Bahia, oggi scomparso. Originariamente era costruito con
una grande zucca. |
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Berimbau (o Marimbau):
nome di un piccolo idiofono a pizzico -
equivalente del nostro scacciapensieri o
marranzano - usato in Brasile soprattutto dai bambini. È anche
l'altro modo di chiamare l'Urucungo.
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Berra-Boi (Urra Boi o Zumbidor):
rudimentale cordofono fatto di una fune
legata a una tavoletta che si suona facendo roteare in aria la tavoletta
stringendo con la mano l'estremità libera della corda; produce una specie di
forte muggito di grande effetto. Si ritrova anche in altre culture (Grecia
antica, Africa,
Isole Azzorre,
Nuova Guinea) e con vari impieghi: riti propiziatorî (Danza
della Pioggia in Nuova Guinea), religiosi, funebri (Raccomandazione
Delle Anime in Brasile) e magici. |
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| Carruculas:
carrube giganti brasiliane essiccate e suonate a scuotimento, come i
Ganzàs. |
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Caxixì:
sonaglio fatto di un cestino di vimini
allungato riempito di semi, chiuso alla base con un pezzo di zucca
essiccata. È usato nel
Candomblè e nella
Capoeira. |
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Chocalho:
nome generico dato in Brasile
agli idiofoni a scuotimento - di varie forme e materiali - caratterizzati da
un corpo vuoto riempito di sassolini e semi. Quasi tutti i nomi dei
chocalhos sono onomatopeici (es.: Xére, Caxixì, Xequerê). |
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| Cuica: |
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Djembé:
tamburo a calice originario dell’Africa occidentale (Costa
D’Avorio, Guinea,
Mali, Senegal).
Le consonanati “dj” iniziali della parola, traslitterazione francese della
“g” dolce originaria di “giambé”, ricordano che furono i francesi a far
conoscere questo caratteristico membranofono agli occidentali. |
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Maracà:
strumento di origine
amerindia
fatto con una zucca essiccata riempita di sassolini e semi munita di un
manico ligneo. Può essere costruito anche con due coni d'ottone saldati
insieme alle basi (Adjà). È genericamente noto come "chocalho". |
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| Marimbau:
vedi Berimbau. |
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| Pandeiro: |
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Rabeca (Rebeca): |
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Realejo: |
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Reco-Reco: |
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| Sanfona: |
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| Shaker: |
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| Surdo
(Surda): |
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| Tam Tam: |
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Tamborim:
è un piccolo tamburo con la pelle tesa
da un solo lato ricavato da un bariletto o da un mezzo barile che il
suonatore stringe sotto il braccio sinistro e suona battendolo con la mano
destra. |
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| Tarom: |
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| Triangolo: |
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Urucungo (Berimbau,
Marimbau, Gòbo, Bucumbumba, Gunga, Macungo, Matungo o Mutungo):
strumento di origine africana
consistente in un arco di legno flessibile teso con un filo di rame al quale
è fissata, come risonatore, una zucca rotonda secca munita di un'apertura
circolare; si suona percuotendo il filo con un'asticella metallica o con le
dita. Una variante di questo modello, priva della zucca, prevede la presa
della corda fra i denti al fine di utilizzare la bocca come cassa armonica.
A Bahia, nella pratica della Capoeira,
si usa associargli il Caxixì. |
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Viola:
cordofono a pizzico di origine
portoghese con 5 o 6
corde metalliche doppie. L'accordatura è variabile; le più diffuse sono "MI, Si, Sol, Re,
La" e "Mi, Si, Sol, Re, La, Mi". È uno strumento musicale molto diffuso
nelle zone rurali. Ha conservato il nome e l'accordatura di un
antico progenitore della moderna chitarra, la "viola da mano" (a 5 o 6 corde
doppie) usata in Europa nel XV/XVI secolo; il corpo a forma di otto,
stretto e allungato, richiama quello della chitarra classica
ottocentesca. Come il suo corrispettivo cittadino, il violão, è
anche detta metaforicamente "pinho" (pino). |
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Violão:
cordofono a forma d'otto dal corpo più
grande di quello della viola. Monta, generalmente, sei corde
singole intonate secondo lo schema
"Mi, Si, Sol, Re, La, Mi";
originariamente le prime tre erano di metallo, le restanti di budello. Oggi
con la parola violão s'intende, in pratica, la moderna chitarra classica a
6 corde semplici di nylon. |
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Woodblock:
(lett. : blocco di legno) idiofono a
percussione fatto di un blocco di legno cavo munito di una fessura
esterna longitudinale; si percuote con una bacchetta o con le dita. |
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Xére
(Xeré, Xereré, Xexerê, Xequeré):
parola onomatopeica designante un sonaglio metallico che in Brasile
si costruisce in almeno quattro fogge:
1) con due coni di lamina di Fiandra saldati alle basi e dotati di un manico
metallico cilindrico (Adjà),
2) con due corpi risonanti separati fissati all' estremità di una sbarretta
cilindrica (Campa),
3) con una sfera di ferro munita di manico metallico (Maracà),
4) con un recipiente contenente un Calhaus, sorta di sonaglio magico
il cui suono turba e sconvolge le "Figlie Di Santo". |

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Xique-xique: sonaglio di
forma incerta utilizzato nelle Congadas
e nei Mozambiques di Itaùna (comune ad
est di Minas Gerais). |
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Zabumba
(Bombo o Bumbo):
grosso tamburo di legno a sezione cilindrica
con la pelle fissata su tutte due le basi. Si suona appendendoselo ad
una spalla con una correggia e percuotendo una delle due pelli con una
mazzetta. È lo stesso strumento che si adopera nelle orchestre e nelle bande
col nome di Grancassa. |
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Zambé:
nome con il quale, nel Nord del Brasile,
è chiamato un piccolo Ingome. |
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